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	<title>Polvere da sparo</title>
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	<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 12:42:31 +0000</pubDate>
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		<title>&#8220;Hai portato un&#8217;altra isola in te&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 12:42:31 +0000</pubDate>
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CALIPSO Odisseo, non c’è nulla di molto diverso. Anche tu come me vuoi fermarti su un’isola. Hai veduto e patito ogni cosa. Io forse un giorno ti dirò quel che ho patito. Tutti e due siamo stanchi di un grosso destino. Perché continuare? Che t’importa che l’isola non sia quella che cercavi? Qui mai nulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal"><strong>CALIPSO</strong> Odisseo, non c’è nulla di molto diverso. Anche tu come me vuoi fermarti su un’isola. Hai veduto e patito ogni cosa. Io forse un giorno ti dirò quel che ho patito. Tutti e due siamo stanchi di un grosso destino. Perché continuare? Che t’importa che l’isola non sia quella che cercavi? Qui mai nulla succede. C’è un po’ di terra e un orizzonte. Qui puoi vivere sempre.<br />
<strong>ODISSEO</strong> Una vita immortale<br />
<strong>CALIPSO</strong> Immortale è chi accetta l’istante. Che non conosce più un domani. Ma se ti piace la parola, dilla. Tu sei davvero a questo punto?<br />
<strong>ODISSEO</strong> Io credevo immortale chi non teme la morte.<br />
<strong>CALIPSO</strong> Chi non spera di vivere. Certo, quasi lo sei. Hai patito molto anche tu. Ma perché questa smania di tornartene a casa? Sei ancora inquieto. Perché i discorsi che da solo vai facendo tra gli scogli?<br />
<strong>ODISSEO</strong> Se domani io partissi tu saresti infelice?<br />
<strong>CALIPSO</strong> Vuoi sapere troppo, caro. Diciamo che sono immortale. Ma se tu non rinunci ai tuoi ricordi e ai sogni, se non deponi la smania e non accetti l’orizzonte, non uscirai da quel destino che conosci,.<br />
<strong>ODISSEO</strong> Si tratta sempre di accettare un orizzonte. E ottenere che cosa?<br />
<strong>CALIPSO</strong> Ma posare la testa e tacere, Odisseo. TI sei mai chiesto perché anche noi cerchiamo il sonno? Ti sei mai chiesto dove vanno i vecchi dèi che il mondo ignora?perchè sprofondano nel tempo, come le pietre nella terra, loro che pure sono eterni? E chi son io, che è Calipso?<br />
<strong>ODISSEO</strong> Ti ho chiesto se tu sei falice.<br />
<strong>CALIPSO</strong> Non è questo, Odisseo. L’aria, anche l’aria di quest’isola deserta, che adesso vibra solamente dei rimbombi del mare e di stridi d’uccelli, è troppo vuota. In questo vuoto non c’è nulla da rimpiangere, bada. Ma non senti anche tu certi giorni un silenzio, un arresto, che è come la traccia di un’antica tensione e presenza scomparse?<br />
<strong>ODISSEO</strong> Dunque anche tu parli con gli scogli?<br />
<strong>CALIPSO</strong> E’ un silenzio, ti dico. Una cosa remota e quasi morta. Quello che è stato e non sarà mai più. Nel vecchio mondo degli dèi quando un mio gesto era destino. Ebbi nomi paurosi, Odisseo. La terra e il mare mi obbedivano. Poi mi stancai; passò del tempo, non mi volli più muovere. Qualcuna di noi resisté ai nuovi dèi ; lasciai che i nomi sprofondassero nel tempo; tutto mutò e rimase uguale; non vale la pena di contendere ai nuovi il destino. Ormai sapevo il mio orizzonte e perché i vecchi non avevano conteso con noialtri.<br />
<strong>ODISSEO</strong> Ma non eri immortale?<br />
<strong>CALIPSO</strong> E lo sono, Odisseo. Di morire non spero. E non spero di vivere. Accetto l’istante. Voi mortali vi attende qualcosa di simile, la vecchiezza e il rimpianto. Perché non vuoi posare il capo con me, su quest’isola?<br />
<strong>ODISSEO</strong> Lo farei, se credessi che sei rassegnata. Ma anche tu che sei stata signora di tutte le cose, hai bisogno di me, di un mortale, per aiutarti a sopportare.<br />
<strong>CALIPSO</strong> E’ un reciproco bene, Odisseo. Non c’è vero silenzio se non condiviso<br />
<strong>ODISSEO</strong> Non ti basta che sono con te quest’oggi?<br />
<strong>CALIPSO</strong> Non si con me, Odisseo. Tu non accetti l’orizzonte di quest’isola. E non sfuggi al rimpianto.<br />
<strong>ODISSEO</strong> Quel che rimpiango è parte viva di me stesso come di te il tuo silenzio. Che cos’è mutato per te da quel giorno che terra e mare ti obbedivano? Hai sentito ch’eri sola e ch’eri stanca e scordato i tuoi nomi. Nulla ti è stato tolto. Quel che sei l’hai voluto.<br />
<strong>CALIPSO</strong> <em>Quello che sono è quasi nulla, caro. Quasi mortale, quasi un’ombra come te. E’ un lungo sonno cominciato chissà quando e tu sei giunto in questo sonno come un sogno. Temo l’alba, il risveglio; se tu vai via, è il risveglio<br />
<span style="font-style:normal;"><strong>ODISSEO</strong> Sei tu, la signora, che parli?<br />
<strong>CALIPSO</strong> Temo il risveglio come tu temi la morte. Ecco prima ero morta, ora lo so. Non restava di me su quest’isola che la voce del mare e del vento. Oh non era patire. Dormivo. Ma da quando sei giunto hai portato un’altra isola in te.<br />
<strong>ODISSEO</strong> Da troppo tempo la cerco. Tu non sai quel che sia avvistare una terra e socchiudere gli occhi ogni volta per illudersi. Io non posso accettare e tacere.<br />
<strong>CALIPSO</strong> Eppure, Odisseo, voi uomini dite che ritrovare quel che si è perduto è sempre un male. Il passato non torna. Nulla regge all’andare del tempo. Tu che hai visto l’Oceano, i mostri e l’Eliso, potrai ancora riconoscere le case, le tue case?<br />
<strong>ODISSEO</strong> Tu stessa hai detto che porto l’isola in me<br />
<strong>CALIPSO</strong> Oh mutata, perduta, un silenzio. L’eco di un mare tra gli scogli o un po’ di fumo. Con te nessuno potrà condividerla. Le case saranno come il viso di un vecchio. Le tue parole avranno un senso altro dal loro. Sarai più solo che nel mare.<br />
<strong>ODISSEO</strong> Saprò almeno che devo fermarmi.<br />
<strong>CALIPSO</strong> Non vale la pena, Odisseo. Chi non si ferma adesso, subito, non si ferma mai più. Quello che fai, lo farai sempre. Devi rompere una volta il destino, devi uscire di strada, e lasciarti affondare nel tempo.. <br />
<strong>ODISSEO</strong> Non sono immortale.<br />
<strong>CALIPSO</strong> Lo sarai, se mi ascolti. Che cos’è vita eterna se non questo accettare l’istante che viene e l’istante che va? L’ebbrezza, il piacere, la morte non hanno altro scopo. Cos’è stato finora il tuo errare inquieto?<br />
<strong>ODISSEO</strong> Se lo sapessi avrei già smesso. Ma tu dimentichi qualcosa.<br />
<strong>CALIPSO</strong> Dimmi<br />
<strong>ODISSEO</strong> Quello che cerco l’ho nel cuore, come te.<br />
 </span></em></p>
<h3><strong><span style="color:#000080;">                  L&#8217;ISOLA</span>  -Tratto da &#8220;Dialoghi con Leucò. Cesare Pavese-</strong></h3>
<p class="MsoNormal"><span> <a href="http://baruda.files.wordpress.com/2008/07/calbria04-05mare.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-216" src="http://baruda.files.wordpress.com/2008/07/calbria04-05mare.jpg?w=612&h=390" alt="" width="612" height="390" /></a></span></p>
<pre>Foto di Valentina Perniciaro:  un non-luogo</pre>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>LO STATO SI ASSOLVE.</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 11:01:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>baruda</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[A CHI PARLA DI CERTEZZA DELLA PENA.
A TUTTI QUESTI GIUSTIZIERI VAGANTI CHE CHIEDONO CARCERE PER TUTTI.
HANNO DATO 1 ANNO E 2 MESI A CHI STRAPPAVA PIERCING!
QUESTO E&#8217; IL NOSTRO PAESE: QUESTA E&#8217; LA PROVA CHE PAGA SEMPRE UNA PARTE SOLA.
PAGA CARO, PAGA ETERNAMENTE.
 
MA ANCHE LA NOSTRA MEMORIA E&#8217; ETERNA.
LA MEMORIA DI TUTTO IL PROLETARIATO E&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>A CHI PARLA DI CERTEZZA DELLA PENA.<br />
A TUTTI QUESTI GIUSTIZIERI VAGANTI CHE CHIEDONO CARCERE PER TUTTI.<br />
HANNO DATO 1 ANNO E 2 MESI A CHI STRAPPAVA PIERCING!<br />
QUESTO E&#8217; IL NOSTRO PAESE: QUESTA E&#8217; LA PROVA CHE PAGA SEMPRE UNA PARTE SOLA.<br />
PAGA CARO, PAGA ETERNAMENTE.</p>
<p> </p>
<p>MA ANCHE LA NOSTRA MEMORIA E&#8217; ETERNA.<br />
LA MEMORIA DI TUTTO IL PROLETARIATO E&#8217; ETERNA, AL CONTRARIO DELLA PAZIENZA! </p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/speciale/2008/bolzaneto/index.html">http://www.repubblica.it/speciale/2008/bolzaneto/index.html<br />
</a><em>QUI SOTTO VI COPIO IL TUTTO; MA NON CREDO VERRA&#8217; LEGGIBI</em><em>LE </em></p>
<pre><strong><span style="font-weight:normal;">IMPUTATO</span></strong><strong><span style="font-weight:normal;">INCARICO</span></strong><strong><span style="font-weight:normal;">REATO</span></strong><strong><span style="font-weight:normal;">RICHIESTA PM</span></strong><strong><span style="font-weight:normal;">SENTENZA</span></strong>
<div><span style="font-weight:normal;">Antonio Biagio Gugliotta</span></div>

<span style="font-weight:normal;">ispettore della polizia
penitenziaria
</span><span style="font-weight:normal;">abuso d' ufficio, abuso di autorita' contro i
detenuti o arrestati, lesioni personali, percosse, ingiurie
</span><span style="font-weight:normal;">5 anni, 8 mesi e 5 giorni di reclusione e interdizione perpetua
dai pubblici uffici
</span><span style="font-weight:normal;">5 anni di reclusione</span>
<div><span style="font-weight:normal;">Massimo Luigi Pigozzi</span></div>

<span style="font-weight:normal;">assistente capo della Polizia di Stato
</span><span style="font-weight:normal;">lesioni personali gravi
</span><span style="font-weight:normal;">3 anni e 11 mesi</span><span style="font-weight:normal;">3 anni e 2 mesi di reclusione</span>
<div><span style="font-weight:normal;">Alessandro Perugini</span></div>

<span style="font-weight:normal;">vicedirigente Digos questura di Genova </span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">3 anni e 6 mesi e interdizione temporanea </span><span style="font-weight:normal;">2 anni e 4 mesi di reclusione</span>
<div><span style="font-weight:normal;">Anna Poggi</span></div>

<span style="font-weight:normal;">commissario capo della polizia di Stato</span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">3 anni e 6 mesi e interdizione temporanea</span><span style="font-weight:normal;">2 anni e 4 mesi di reclusione
</span><span style="font-weight:normal;">Oronzo Doria</span><span style="font-weight:normal;">colonnello polizia penitenziaria</span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">3 anni e 6 mesi di reclusione </span><span style="font-weight:normal;">assolto
</span><span style="font-weight:normal;">Ernesto Cimino</span><span style="font-weight:normal;">capitano del disciolto corpo degli agenti di
custodia</span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">3 anni e 6 mesi di reclusione </span><span style="font-weight:normal;">assolto
</span><span style="font-weight:normal;">Cap. Bruno Pelliccia</span><span style="font-weight:normal;">comandante del personale del Servizio
Centrale Traduzioni della Polizia</span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">3 anni e 6 mesi di reclusione </span><span style="font-weight:normal;">assolto
</span><span style="font-weight:normal;">Franco Valerio</span><span style="font-weight:normal;">ispettore superiore della polizia di Stato</span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">1 anno e 3 mesi di reclusione </span><span style="font-weight:normal;">assolto
</span><span style="font-weight:normal;">Daniela Maida</span><span style="font-weight:normal;">ispettore superiore della polizia di Stato</span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">2 anni e 6 mesi di reclusione</span><span style="font-weight:normal;">1 anno e 6 mesi di reclusione
</span><span style="font-weight:normal;">Gianmarco Braini</span><span style="font-weight:normal;">comandante del contingente dei carabinieri
del 9° Battaglione Sardegna, addetto al servizio di vigilanza
della camere di sicurezza</span><span style="font-weight:normal;">abuso di autorita' su detenuti o arrestati, percosse, lesioni personali</span><span style="font-weight:normal;">2 anni e 9 mesi di reclusione</span><span style="font-weight:normal;">assolto</span><span style="font-weight:normal;">Piermatteo Barucco</span><span style="font-weight:normal;">sottotenente dei carabinieri</span><span style="font-weight:normal;">abuso di autorita' su detenuti o arrestati, percosse, lesioni personali</span><span style="font-weight:normal;">2 anni e 6 mesi di reclusione</span><span style="font-weight:normal;">assolto</span><span style="font-weight:normal;">Aldo Tarascio</span><span style="font-weight:normal;">ispettori o sovrintendenti della Polizia di Stato</span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">da un anno a nove mesi di reclusione </span><span style="font-weight:normal;">assolto
</span><span style="font-weight:normal;">Antonello Talu</span><span style="font-weight:normal;">ispettori o sovrintendenti della Polizia di Stato </span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">da un anno a nove mesi di reclusione </span><span style="font-weight:normal;">assolto
</span><span style="font-weight:normal;">Matilde Arecco</span><span style="font-weight:normal;">ispettori o sovrintendenti della Polizia di Stato </span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">da un anno a nove mesi di reclusione</span><span style="font-weight:normal;">1 anno di reclusione
</span><span style="font-weight:normal;">Natale Parisi</span><span style="font-weight:normal;">ispettori o sovrintendenti della Polizia di Stato </span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">da un anno a nove mesi di reclusione</span><span style="font-weight:normal;">1 anno di reclusione
</span><span style="font-weight:normal;">Mario Turco</span><span style="font-weight:normal;">ispettori o sovrintendenti della Polizia di Stato</span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">da un anno a nove mesi di reclusione</span><span style="font-weight:normal;">1 anno di reclusione
</span><span style="font-weight:normal;">Paolo Ubaldi</span><span style="font-weight:normal;">ispettori o sovrintendenti della Polizia di Stato</span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">da un anno a nove mesi di reclusione</span><span style="font-weight:normal;">1 anno di reclusione
</span><span style="font-weight:normal;">Maurizio Piscitelli</span><span style="font-weight:normal;">carabiniere</span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione </span><span style="font-weight:normal;">assolto
</span><span style="font-weight:normal;">Antonio Gavino Multineddu</span><span style="font-weight:normal;">carabiniere</span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione </span><span style="font-weight:normal;">assolto
</span><span style="font-weight:normal;">Giovanni Russo</span><span style="font-weight:normal;">carabiniere</span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione </span><span style="font-weight:normal;">assolto
</span><span style="font-weight:normal;">Corrado Furcas</span><span style="font-weight:normal;">carabiniere</span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione </span><span style="font-weight:normal;">assolto
</span><span style="font-weight:normal;">Giuseppe Serroni</span><span style="font-weight:normal;">carabiniere</span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione </span><span style="font-weight:normal;">assolto
</span><span style="font-weight:normal;">Mario Foniciello</span><span style="font-weight:normal;">carabiniere</span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione </span><span style="font-weight:normal;">assolto
</span><span style="font-weight:normal;">Reinhard Avoledo</span><span style="font-weight:normal;">carabiniere</span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione </span><span style="font-weight:normal;">assolto
</span><span style="font-weight:normal;">Giovanni Pintus</span><span style="font-weight:normal;">carabiniere</span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione </span><span style="font-weight:normal;">assolto
</span><span style="font-weight:normal;">Pietro Romeo</span><span style="font-weight:normal;">carabiniere</span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione </span><span style="font-weight:normal;">assolto
</span><span style="font-weight:normal;">Ignazio Mura</span><span style="font-weight:normal;">carabiniere</span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">da 1 anno a 1 anno e 3 mesi di reclusione </span><span style="font-weight:normal;">assolto
</span><span style="font-weight:normal;">Diana Mancini</span><span style="font-weight:normal;">poliziotto o agente di polizia penitenziaria</span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">6 mesi di reclusione</span><span style="font-weight:normal;">assolto
</span><span style="font-weight:normal;">Massimo Salomone</span><span style="font-weight:normal;">poliziotto o agente di polizia penitenziaria</span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">7 mesi di reclusione</span><span style="font-weight:normal;">assolto
</span><span style="font-weight:normal;">Gaetano Antonello </span><span style="font-weight:normal;">poliziotto o agente di polizia penitenziaria</span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">1 anno e 4 mesi di reclusione</span><span style="font-weight:normal;">1 anno e 3 mesi di reclusione
</span><span style="font-weight:normal;">Barbara Amadei </span><span style="font-weight:normal;">poliziotto o agente di polizia penitenziaria</span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">10 mesi e 20 giorni di reclusione</span><span style="font-weight:normal;">9 mesi di reclusione
</span><span style="font-weight:normal;">Daniela Cerasuolo </span><span style="font-weight:normal;">poliziotto o agente di polizia penitenziaria</span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">8 mesi di reclusione</span><span style="font-weight:normal;">assolto
</span><span style="font-weight:normal;">Alfredo Incoronato </span><span style="font-weight:normal;">poliziotto o agente di polizia penitenziaria</span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">1 anno di reclusione</span><span style="font-weight:normal;">1 anno di reclusione
</span><span style="font-weight:normal;">Giuliano Patrizi </span><span style="font-weight:normal;">poliziotto o agente di polizia penitenziaria</span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">7 mesi di reclusione</span><span style="font-weight:normal;">5 mesi di reclusione
</span><span style="font-weight:normal;">Francesco Paolo Baldassarre Tolomeo</span><span style="font-weight:normal;">poliziotto o agente di polizia penitenziaria</span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">9 mesi di reclusione </span><span style="font-weight:normal;">assolto
</span><span style="font-weight:normal;">Egidio Nurchis</span><span style="font-weight:normal;">poliziotto o agente di polizia penitenziaria</span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">9 mesi di reclusione </span><span style="font-weight:normal;">assolto
</span><span style="font-weight:normal;">Marcello Mulas </span><span style="font-weight:normal;">poliziotto o agente di polizia penitenziaria</span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">9 mesi di reclusione </span><span style="font-weight:normal;">assolto
</span><span style="font-weight:normal;">Giovanni Amoroso </span><span style="font-weight:normal;">poliziotto o agente di polizia penitenziaria</span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">9 mesi di reclusione </span><span style="font-weight:normal;">assolto
</span><span style="font-weight:normal;">Michele Sabia Colucci </span><span style="font-weight:normal;">poliziotto o agente di polizia penitenziaria</span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">9 mesi di reclusione </span><span style="font-weight:normal;">assolto
</span><span style="font-weight:normal;">Giuseppe Fornasiere</span><span style="font-weight:normal;">ufficiale di polizia penitenziaria </span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;"> </span><span style="font-weight:normal;">assolto
</span><span style="font-weight:normal;">Giacomo Toccafondi </span><span style="font-weight:normal;">medico </span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">2 anni e 3 mesi di reclusione</span><span style="font-weight:normal;">1 anno e 2 mesi di reclusione
</span><span style="font-weight:normal;">Aldo Amenta</span><span style="font-weight:normal;">medico</span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">richieste di pene
variabili da 3 anni, 6 mesi e 25 giorni a 2 anni e 3 mesi di reclusione</span><span style="font-weight:normal;">10 mesi di reclusione
</span><span style="font-weight:normal;">Adrana Mazzoleni</span><span style="font-weight:normal;">medico</span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">richieste di pene
variabili da 3 anni, 6 mesi e 25 giorni a 2 anni e 3 mesi di reclusione</span><span style="font-weight:normal;">assolto
</span><span style="font-weight:normal;">Sonia Sciandra</span><span style="font-weight:normal;">medico</span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti</span><span style="font-weight:normal;">richieste di pene
variabili da 3 anni, 6 mesi e 25 giorni a 2 anni e 3 mesi di reclusione</span><span style="font-weight:normal;">assolto
</span><span style="font-weight:normal;">Marilena Zaccardi</span><span style="font-weight:normal;">medico</span><span style="font-weight:normal;">abuso d'ufficio e abuso di autorita' contro arrestati o
detenuti </span><span style="font-weight:normal;">richieste di pene variabili da 3 anni, 6 mesi e 25 giorni a 2 anni e 3 mesi di reclusione </span><span style="font-weight:normal;">assolto</span><span style="font-weight:normal;">
</span>
<span style="font-weight:normal;">

<a href="http://baruda.files.wordpress.com/2008/07/cortei_getestuggine.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-211" src="http://baruda.files.wordpress.com/2008/07/cortei_getestuggine.jpg?w=510&h=260" alt="" width="510" height="260" /></a>

 </span>  Foto di Valentina Perniciaro
   Genova, G-8 2001, Piazzale kennedy, 20 luglio

 </pre>
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		<item>
		<title>&#8220;Il nostro orgoglio&#8221;</title>
		<link>http://baruda.wordpress.com/2008/07/14/il-nostro-orgoglio/</link>
		<comments>http://baruda.wordpress.com/2008/07/14/il-nostro-orgoglio/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 10:03:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>baruda</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>

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		<category><![CDATA[1929]]></category>

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		<category><![CDATA[1917]]></category>

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		<category><![CDATA[Vladimir Majakovskij]]></category>

		<category><![CDATA[Majakovskij]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Pochi vi sono
                    che ancora ricordano
quei giorni,
                  quelle battagli, quei nomi,
ma il cuore
                 operaio
                             serba
il ricordo di quella rossa giornata.
Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p> </p>
<p>Pochi vi sono<br />
                    che ancora ricordano<br />
quei giorni,<br />
                  quelle battagli, quei nomi,<br />
ma il cuore<br />
                 operaio<br />
                             serba<br />
il ricordo di quella rossa giornata.<br />
Il capitale<br />
               era ancora giovane,<br />
le ciminiere<br />
                  erano meno alte;<br />
essi<br />
       alzarono la bandiera della lotta<br />
nella<br />
        loro Parigi francese.<br />
Balenando            <br />
                come speranza<br />
                                        nel cuore ai miseri,<br />
consumando<br />
                   d&#8217;angoscia i ricchi,<br />
le parole<br />
            del socialismo vivente<br />
per la prima volta<br />
                          si accesero sulla terra.<br />
Il mondo borghese<br />
                             tutto intero<br />
appaludì<br />
              con le mani grasse<br />
il passaggio<br />
                    sul nastro della strada<br />
dei suoi gendarmi,<br />
                             i versagliesi.<br />
Senza frugare<br />
                      negli articoli della legge,<br />
senza discussioni,<br />
                            nè buchi nell&#8217;acqua,<br />
Galliffet,<br />
              loro Kolcak francese,<br />
mise al muro<br />
                   la Comune.<br />
Tacquero definitivamente le loro voci,<br />
ma si riuscì a soffocarle per sempre?<br />
Per esserne sicure,<br />
                             le dame<br />
                                          nei loro occhi<br />
ficcavano<br />
               punte d&#8217;ombrello.<br />
Di buon appetito<br />
                           il borghese<br />
                                            divorò la Comune,<br />
e le labbra<br />
                 si forbì con bandiere.<br />
Ci è rimasta solo<br />
                          la parola d&#8217;ordine:<br />
                                                      &#8221;Vincere!<br />
Vincere,<br />
             o morire!&#8221;<br />
I versagliesi,<br />
                   rovesciando su Parigi<br />
                                                    sputi di piombo,<br />
se ne andarono<br />
                       in un tintinnio di speroni,<br />
e la faccia borghese<br />
                              si fece di nuovo raggiante,<br />
ma durò solo fino al nostro Ottobre.<br />
La classe operaia                        <br />
                           ora ha più intelletto <br />
                                                          e più uomini.<br />
Non ci abbattono<br />
                          nè parole,<br />
                                         nè fruste.<br />
Essi<br />
       tennero duro<br />
                            per una manciata di giorni,<br />
noi<br />
      terremo duro<br />
                          per secoli.<br />
Mormorando<br />
                   col fruscio delle bandiere di seta i loro nomi<br />
sopra il rosso corteo<br />
                                delle masse,<br />
oggi<br />
       per la nona volta<br />
                                 noi portiamo<br />
il nostro lutto<br />
                      e il nostro orgoglio.&#8221;</p>
<p>1927</p>
<p>           <strong><em>-Vladimir Valdimirovic Majakovskij-<br />
<a href="http://www.gruppo.ilsole24ore.com/Public/IT/001_Header/010_Chi_Siamo/050_Storia/011_Splende/RVA-S-000603-0013_thumbnail_508.jpg"><img class="alignnone" src="http://www.gruppo.ilsole24ore.com/Public/IT/001_Header/010_Chi_Siamo/050_Storia/011_Splende/RVA-S-000603-0013_thumbnail_508.jpg" alt="" width="500" height="380" /></a> </em></strong></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/baruda.wordpress.com/208/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/baruda.wordpress.com/208/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/baruda.wordpress.com/208/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/baruda.wordpress.com/208/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/baruda.wordpress.com/208/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/baruda.wordpress.com/208/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/baruda.wordpress.com/208/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/baruda.wordpress.com/208/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/baruda.wordpress.com/208/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/baruda.wordpress.com/208/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/baruda.wordpress.com/208/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/baruda.wordpress.com/208/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=baruda.wordpress.com&blog=3651842&post=208&subd=baruda&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Anche su LIBERAZIONE!</title>
		<link>http://baruda.wordpress.com/2008/07/13/anche-su-liberazione/</link>
		<comments>http://baruda.wordpress.com/2008/07/13/anche-su-liberazione/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Jul 2008 08:34:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>baruda</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Beirut, i giorni dopo la tempesta tra macerie e odore di morte
 di Valentina Perniciaro
Due anni. Sono passati due anni dall&#8217;ultimo attacco al Libano, sesta guerra arabo-israeliana in 60 anni, terzo conflitto israelo-libanese.
Non sapremo facilmente quanto tempo prima era stato pianificato dall&#8217;esercito israeliano, quello che sappiamo è l&#8217;evento usato per legittimare l&#8217;inizio dell&#8217;Operazione &#8220;Giusta Retribuzione&#8221;. Il 12 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><h3>Beirut, i giorni dopo la tempesta tra macerie e odore di morte</h3>
<h3 style="text-align:right;"> di Valentina Perniciaro</h3>
<p>Due anni. Sono passati due anni dall&#8217;ultimo attacco al Libano, sesta guerra arabo-israeliana in 60 anni, terzo conflitto israelo-libanese.<br />
Non sapremo facilmente quanto tempo prima era stato pianificato dall&#8217;esercito israeliano, quello che sappiamo è l&#8217;evento usato per legittimare l&#8217;inizio dell&#8217;Operazione &#8220;Giusta Retribuzione&#8221;. Il 12 luglio 2006 miliziani di Hezbollah colpiscono due pattuglie israeliane sulla linea di confine uccidendo tre soldati dell&#8217;Idf e facendone prigionieri altri due, Ehud Goldwasser e Eldad Regev, durante un&#8217;operazione che il leader del Partito di Dio, Hasan Nasrallah, denominerà &#8220;Operazione Giusta Ricompensa&#8221;. Territorio dell&#8217;attacco è proprio la linea di confine tra Israele e Libano, nella zona di sicurezza tra i due stati che Israele aveva occupato dal 1978 per 23 anni.<br />
«Se i soldati non saranno riconsegnati riporteremo il Libano indietro di 20 anni», da questa dichiarazione del Capo di Stato Maggiore israeliano alla scientifica realizzazione di questo piano passano meno di 24 ore. Il 13 luglio, alle prime ore dell&#8217;alba iniziano i bombardamenti dell&#8217;aviazione dell&#8217;Israel Defence Force che puntano a colpire le principali infrastrutture. In poche ore viene imposto il blocco aereo e navale, bombardato l&#8217;aereoporto internazionale, distrutta l&#8217;autostrada che collega Beirut con la vicina Damasco, in Siria.<br />
La sesta Guerra durerà poco più di un mese; cesserà ufficialmente il 14 agosto anche se le operazioni nelle zone più calde termineranno realmente l&#8217;8 settembre (le truppe israeliane lasceranno completamente il paese solo a dicembre).<br />
Un conflitto che in 32 giorni uccide 1200 civili, di cui il 30% sotto i 13 anni ed ha completamente devastato un paese che aveva iniziato da poco a ricostruirsi dopo vent&#8217;anni di Guerra civile e d&#8217;occupazione militare.<br />
I numeri sono impressionanti: l&#8217;Idf ha sparato più di centomila colpi, distruggendo 600 kilometri di strade, 73 ponti, aereoporti, impianti di depurazione dell&#8217;acqua, centrali elettriche, 350 scuole, 2 ospedali e più di 130.000 case. Per 32 giorni i caccia di Tel Aviv non hanno mai cessato di colpire, polverizzando la quasi totalità dei villaggi dell&#8217;estremo meridione del paese, quella fertile striscia di terra tra il fiume Litani e il confine israeliano. Ma è stata anche la zona della resistenza, l&#8217;area che ha bloccato l&#8217;avanzata delle truppe di terra, distruggendo decine di Merkava (gli &#8220;invincibili&#8221; tank dello Tsahal) e uccidendo molti uomini delle truppe speciali d&#8217;assalto. Le milizie di Hezbollah hanno resistito in modo inaspettato, sfruttando decine di chilometri di cunicoli e avanzata tecnologia, colpendo di sorpresa i preparatissimi soldati israeliani che per diverse settimane si sono impantanati attorno ai villaggi di Bint Jbeil e Marun al-Ras.<br />
Il cessate il fuoco viene dichiarato, con l&#8217;intermediazione delle Nazioni Unite, il 14 agosto 2006. Le truppe di Tel Aviv tornano a casa, per la prima volta senza la vittoria in pugno, mentre Hezbollah ordina a tutti i profughi di tornare rapidamente per riscostruire il paese e festeggiare la «divina vittoria»: il Libano è completamente distrutto, le perdite umane ed economiche sono incalcolabili. <br />
Il confine tra Siria e Libano a pochi giorni dall&#8217;inizio della tregua, appare come un&#8217;infinita colonna di camion, carichi di scorte alimentari, che da quasi 40 giorni attendevano un lasciapassare, sotto il cocente sole dell&#8217;antilibano. Un confine totalmente mutato da centinaia di famiglie che tentano di tornare a casa con il loro carico di materassi, figli, dolore e speranza di trovare ancora pezzi del proprio passato in vita. I ponti lungo il percorso sembrano adagiati al suolo da mani enormi e macabre, quasi fossero precipitati intatti, addormentati a terra come lingue d&#8217;asfalto senza senso. La vecchia Pontiac che deve portarci in città percorre solamente strade secondarie; le autostrade (modernissime rispetto al resto del Medioriente) sono fantasmi che accompagnano il percorso da lontano, inagibili, spezzate da crateri non aggirabili. Beirut appare sempre dall&#8217;alto, insieme al mare. Solo da lontano sembra la città di sempre. Anche prima di quest&#8217;ultimo delirio bellico era la città delle contraddizioni, con una ricostruzione opulenta e occidentale che affiancava i nuovi grattacieli agli scheletri delle case crivellate, accavallava il lusso ostentato dei padroni della speculazione edilizia a campi profughi sovraffollati e periferie poverissime.<br />
A poche ore dal cessate il fuoco il centro città ostenta la tranquillità immutata, l&#8217;illeso potere d&#8217;acquisto delle classi dirigenti, degli speculatori della ricostruzione, la bellezza disarmante di corpi femminili esposti sul lungo mare come una Miami mediterranea. Ma basta fare poca strada su un taxi collettivo per scontrarsi faccia a faccia con quella tempesta d&#8217;odio cieco appena terminata, con le donne d&#8217;un altro colore.<br />
La strada per l&#8217;aereoporto internazionale è sempre stata manifesto di questo contrasto: si lasciano i luminosi grattaceli costeggiare gli accessi ai campi profughi palestinesi di Sabra e Chatila, tristemente noti per il massacro del 1982.<br />
Ora è la strada della polvere, dell&#8217;odore insopportabile, la strada percorsa da chi smuove macerie e tenta di ricominciare, la strada perlustrata da chi vuole vedere realmente cosa è successo, cosa è stato l&#8217;ultimo attacco.<br />
Riattraversare le minuscole viuzze del campo non è molto diverso dall&#8217;ultima volta, se non per uno stupore maggiore negli occhi di chi ci vede arrivare; quei vicoli hanno sempre vissuto nella distruzione, a causa di una ricostruzione mai permessa, da quel settembre di 24 anni prima. <br />
Raida, la giovane donna drusa che anni prima ci aveva portato a visitare molti campi del sud del paese è stata difficile da trovare, ma sapevo che i bimbi di Chatila me l&#8217;avrebbero fatta raggiungere. Arrivo al termine di una lezione di formazione al lavoro per giovani disoccupate del campo. E&#8217; un abbraccio che trasmette tutta la guerra; il suo volto inevitabilmente cambiato, provato. «Il terrore dei bombardamenti non ci lascia e non lascia nessuno. I bambini, ma non solo, non riescono ancora a dormire; ricominciare questa volta sembra più faticoso del solito. Anche se ci siamo abituati. Tutto è stato colpito, dal cielo e dal mare; sono stati usati armamenti sconosciuti, bombe di ogni genere. Non potrò mai dimenticare quel bombardamento silenzioso, quelle bombe che esplodevano enormi senza fare alcun rumore, se non quello del cemento che si frantumava». La strada dai campi al quartiere sciita di Haret Hreik, roccaforte Hizballah, è breve. Il ponte che separa le due zone è abbattuto. Arrivare ad Haret Hreik ha volatilizzato la capacità di parlare, la lucidità, anche la capacità di respirare perché l&#8217;aria non era più definibile tale. <br />
E&#8217; polvere, polvere irrespirabile: le bombe hanno colpito il quartiere a tappeto, ci si trova davanti a palazzi di dieci piani completamente distrutti, a strade, piazze, negozi, scuole colpite da ogni tipo di armamento.<br />
Un quartiere avvolto da un&#8217;atmosfera silenziosa, malgrado il formicaio di persone che lavorano incessantemente per rimuovere le macerie e tentare l&#8217;inizio della ricostruzione. Un silenzio inaspettato, al centro dell&#8217;inferno.<br />
Guardando i palazzi dalla strada si entra in quella che era la vita di migliaia di famiglie, si viola con lo sguardo ognuna di quelle stanze con ancora armadi aperti e cornici appese: l&#8217;ennesima violenza perpetrata contro la dignità e l&#8217;intimità di quelle persone. <br />
Un negozio di vestiti da sposa non si piega alla polvere e alla devastazione e mostra il vestito più bello. La sposa di Haret Hreik cattura lo sguardo, immobile ed elegante; insegna a sopportare quell&#8217;orrore. Guarda orgogliosa davanti a sé: monito d&#8217;eleganza e resistenza. E&#8217; il simbolo di quello che ho davanti e che non so descrivere né spiegare. Lei sembra conoscere la strada per riprendere un respiro normale, lei sembra sorridere a quella polvere maleodorante: è lì a dimostrare che si può ancora ricominciare.</p>
<p><span style="color:#0000ee;text-decoration:underline;"><a href="http://baruda.files.wordpress.com/2008/07/beirutioliberazio2.pdf"></a><a href="http://baruda.files.wordpress.com/2008/07/rm1307-mon02-8-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-207" src="http://baruda.files.wordpress.com/2008/07/rm1307-mon02-8-1.jpg?w=510&h=740" alt="" width="510" height="740" /></a></span></p>
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		<title>Pubblicazione su Peacereporter!</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 07:17:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>baruda</dc:creator>
		
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Libano - 10.7.2008


Riattraversare un confine


Due anni dopo l&#8217;attacco israeliano, Beirut racconta le sue ferite










 






foto e testo di 
Valentina Perniciaro

 
Non è facile riattraversare un confine di un paese che ti è entrato nell’anima, sapendolo polverizzato. Già dalla frontiera tra Siria e Libano, malgrado la guerra fosse finita da una ventina di giorni, si capiva che aveva mutato [...]]]></description>
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<td class="sfondobianco" valign="top"><span class="titoloapertura">Riattraversare un confine</span></td>
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<td class="sfondobianco" valign="top"><span class="sottotitolo">Due anni dopo l&#8217;attacco israeliano, Beirut racconta le sue ferite</span></td>
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<table class="sfondobianco" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
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<td>
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<tbody>
<tr>
<td class="tdarancio" width="1" height="1"> </td>
<td width="100%" height="1"><span style="font-family:'Lucida Grande';"></p>
<table border="0" cellspacing="2" cellpadding="2" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td class="testogiustificato" valign="top">
<div>
<div><strong>foto e testo di</strong> <br />
<strong>Valentina Perniciaro</strong></div>
</div>
<div> </div>
<div>Non è facile riattraversare un confine di un paese che ti è entrato nell’anima, sapendolo polverizzato. Già dalla frontiera tra Siria e Libano, malgrado la guerra fosse finita da una ventina di giorni, si capiva che aveva mutato ogni profilo: colonne di camion carichi di scorte alimentari, fermi da settimane sotto il caldo sole di un’estate mediorientale; famiglie incolonnate che rientravano nel paese dei cedri dopo essere state rifugiate a Damasco per settimane.</div>
<div><img src="http://www.peacereporter.org/upload/immagini/hebdro/luglio/harethreik_piazzale.jpg" alt="" width="250" height="156" align="right" />Varcare il confine è stato scoprire la polvere. Scoprire come è facile trasformare infrastrutture, palazzi, strade e piste di atterraggio in polvere e come è impossibile far la stessa cosa con un popolo intenzionato a resistere. Strade sconosciute mi hanno portato a Beirut, parallele alle già percorse autostrade ora bombardate, ai ponti che giacevano al suolo, quasi intatti, come se ci fossero stati poggiati da enormi mani. <br />
Beirut, come sempre, appare all’improvviso, quando abbandoni le montagne per scendere verso il mare… appare elegante, avvolta nella sua umidità e nella sua nuova nuvola di polvere. Una polvere irrespirabile, sottile, capace di insinuarsi e lacerare ogni respiro, di affaticare il passo, di infastidire lo sguardo. Beirut è una città di contraddizioni lancinanti e poco velate. Beirut è una città dalle tante facce, occidentale, ricca, laica…la città delle belle donne, delle macchine di lusso, dei locali sul lungomare, delle enormi piscine, dell’ostentazione del lusso: Beirut in alcuni punti ha il sapore della Florida con gli odori d’Oriente. Ma Beirut è anche case distrutte da vent’anni di guerra civile, è una città estremamente religiosa, divisa, sofferente; una città dove le periferie si incastrano ai campi profughi palestinesi, dove l’odio può esplodere letale in ogni momento. </div>
<div><img src="http://www.peacereporter.org/upload/immagini/hebdro/luglio/Harethreik_benvenuto.jpg" alt="" width="250" height="168" align="left" />Dopo la sua sesta guerra Beirut appare ancora più avvolta dalle sue contraddizioni, che scompaiono rapide quando il panorama si fa avvolgere da quella polvere dal sapore di morte. Appena si scende verso Chatila, sulla martoriata strada per l’aeroporto internazionale e si arriva ai quartieri sciiti, ci si dimentica subito della lussuosa downtown. Haret Hreik, quartiere sciita e roccaforta Hizballah dona un benvenuto struggente. Un quartiere di periferia dagli enormi palazzi, ridotti in polvere. Tutto è in movimento, la ricostruzione gestita dal “Partito di Dio”è inarrestabile. Cumuli di macerie vengono spostati verso il mare, mura vengono definitivamente abbattute e velocemente ricostruite, la popolazione è tutta a lavoro o a far andare avanti le attività lavorative come se nulla fosse passato sui loro cieli. Tra le strade di questa periferia dalle donne nere, si inizia a respirare la forza della resistenza, più potente di quella polvere letale che invano ha provato a coprire, a piegare, a sciogliere. </div>
<div><img src="http://www.peacereporter.org/upload/immagini/hebdro/luglio/harethreik_sposa.jpg" alt="" width="155" height="250" align="right" />La sposa di Beirut mi ha insegnato a sopportare quell’odore, quell’orrore. <br />
Sospeso tra l’esser donna immago e resistente, quel manichino mi è apparso il simbolo di quello che avevo davanti e che non sapevo descrivere nè spiegarmi. Lei sembrava conoscere la strada per riprendere un respiro normale, lei sembrava sorridere a quella polvere puzzolente: era lì a dirci che non solo si doveva andare avanti, ma bisognava farlo con la sua eleganza, con quella bellezza che malgrado tutto riusciva a trasmettere solo serenità. La sposa di Beirut, sembrava coronare il suo amore su quel cemento sbriciolato, la sposa di Beirut appariva capace di coprire quei rumori con un canto di lotta e d’amore, di insegnare a quelle donne velate la bellezza del suo viso scoperto, di reagire allo stupro di quella terra. Sapeva di speranza, di ribellione, di poetica ed immortale bellezza. Mentre la ricca Beirut beveva cocktail in riva al mare, mentre faceva jogging per tenersi in forma, i quartieri sciiti urlavano di dolore e d’odio. Muovono macerie, allattano bambini, sorridono e faticano sapendo che non sarà l’ultima volta, che dovranno insegnare la stessa cosa ai loro bei bimbi. <br />
A ricostruire continuamente, a non arrendersi, ad amare la propria terra e i rifugiati che in essa sono ospitati da decenni, ad odiare quello che cade dal cielo, quelle bombe cieche sporche sempre dello stesso sangue.</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td align="right" valign="top">
<div><strong><a class="testo_marrone" href="wpopup('scrivi_autore.php?email=peacereporter@peacereporter.net&amp;titolo=Riattraversare%20un%20confine','scrivi','width=400,height=400')"></a></strong></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td align="right" valign="top"> </td>
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<td class="tdarancio" width="1" height="1"></td>
</tr>
</tbody>
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</tr>
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</table>
<p><a href="http://www.peacereporter.org/dettaglio_articolo.php?idc=0&amp;idart=11602">http://www.peacereporter.org/dettaglio_articolo.php?idc=0&amp;idart=11602<br />
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		<title>Memoria vs. dimenticanza</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 07:50:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;La lotta contro il potere è la lotta della memoria contro la dimenticanza.&#8221;   _Milan Kundera_

Foto di Valentina Perniciaro
PALESTINA: BEIT LAHEM (BETLEMME), marzo 2002
MANIFESTAZIONE CONTRO L'IMPOSIZIONE DEL COPRIFUOCO
POCHI GIORNI PRIMA L'ASSEDIO DELLA BASILICA DELLA NATIVITA' 
       ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><h2><em><span style="color:#003300;">&#8220;La lotta contro il potere è la lotta della memoria contro la dimenticanza.&#8221;   <span style="font-style:normal;">_Milan Kundera_</span></span></em></h2>
<p><a href="http://baruda.files.wordpress.com/2008/07/pal_corteo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-198" src="http://baruda.files.wordpress.com/2008/07/pal_corteo.jpg?w=510&h=340" alt="" width="510" height="340" /></a></p>
<pre>Foto di Valentina Perniciaro
PALESTINA: BEIT LAHEM (BETLEMME), marzo 2002
MANIFESTAZIONE CONTRO L'IMPOSIZIONE DEL COPRIFUOCO
POCHI GIORNI PRIMA L'ASSEDIO DELLA BASILICA DELLA NATIVITA' </pre>
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		<title>Torture nel bel paese</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 15:12:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>baruda</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Inizio questa serie sulle Torture.
La inizio perchè mi sento obbligato a farla visto quello che leggo nei blog delle altre persone.
Decine di persone che chiedono che Marina Petrella venga estradata, che chiedono -per esser precisi- che muoia in prigione e che con lei muoiano in prigione tutti quelli che la vorrebbero libera.
Tutti coloro che sanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><h3><span style="font-weight:normal;"><em><span style="color:#003300;">Inizio questa serie sulle Torture.<br />
La inizio perchè mi sento obbligato a farla visto quello che leggo nei blog delle altre persone.<br />
Decine di persone che chiedono che Marina Petrella venga estradata, che chiedono -per esser precisi- che muoia in prigione e che con lei muoiano in prigione tutti quelli che la vorrebbero libera.<br />
Tutti coloro che sanno la sua storia, sanno come ha trascorso questi ultimi anni da rifugiata in Francia, tutti coloro che conoscono bene la storia degli anni&#8217;70 e della lotta armata.<br />
E invece si riempiono pagine e pagine di insulti e invettive, senza saper nulla di quegli anni.<br />
Senza sapere che sono stati già scontati più di 50.000 anni di prigione, e che mai una generazione ha pagato tanto nella storia.<br />
Si parla senza sapere, senza conoscere, senza comprendere.<br />
Che questo paese di boia mancati, di giustizieri, impari a star zitto se le cose non le sa.</span></em></span><br />
 </h3>
<p><strong>EMANUELA FRASCELLA</strong>, VERBALE DI SOMMARIE INFORMAZIONI, PIACENZA 19 APRILE 1982<br />
<em>[Interrogatorio avanti al Sostituto Procuratore della Repubblica di Padova, Vittorio Borraccetti, Casa Circondariale di Piacenza, 19 Aprile 19</em><em>82]</em></p>
<p>&#8220;[...]Poco dopo la porta fu sfondata e la polizia fece irruzione; gli agenti ci intimarono la resa e noi lasciammo la stanza abbandonando le armi. [...] Fui quindi portata fuori e fatta stendere a terra accanto ai miei compagni; ricordo che avevamo la faccia a terra; con la testa dal lato della porta dello studio medico che si apre sul pianerottolo. In un primo momento fummo ammanettati ma in seguito, non ricordo precisamente quando, ma certo prima che ci portassero via, le manette furono sostituite da strisce di stoffa. Venimmo poi anche bendati. Mentre eravamo stesi sul pianerottolo fummo presi a calci ai fianchi; per quanto mi riguarda personalmente ricordo di essere stata percossa ripetutamente con calci ai fianchi. Ricordo inoltre che qualcuno mi prese i piedi e me li storse. Qualcuno mi alzò poi la gonna, mi abbassò il collant e le mutande e mi colpì ripetutamente a calci sui genitali e sul sedere. Per parecchio tempo nei giorni successivi ho sofferto di dolori all&#8217;osso sacro.  [...]<br />
Ad un certo momento fui riportata, ammanettata e comunque con le mani legate, e bendata, dentro casa; mi pare che in un primo momento mi abbiano tenuto sull&#8217;ingresso. Fui presa a pugni sulla schiena. Mi misi ad urlare e allora fui condotta in un locale che mi parve essere il soggiorno, dove mi furono dati altri pugni. Preciso: prima mi fu chiesto con le buone se volevo collaborare e per tale eventualità venivo invitata a sedermi, poi di fronte al mio rifiuto ripresero i pugni sulla schiena. Ad un tratto qualcuno mi alzò sul petto la maglietta che indossavo e mi tirò i capezzoli dei seni. Dopo di che mi riportarono fuori e mi fecero stendere di nuovo sul pavimento. Qui ripresero a percuotere me e i miei compagni, con i calci.<br />
 [...] Poichè non rispondevo mi alzarono la gonna, mi calarono le mutande e iniziarono a strapparmi i alcuni peli dal pube.Gridai.<br />
[...]Gli agenti ripresero a maltrattarmi; mi alzarono la gonna, mi abbassarono nuovamente collant e mutande e mi strapparono altri peli del pube; inoltre mi alzarono la maglietta e mi tirano i capezzoli.</p>
<h3><span style="color:#800000;">e proseguo&#8230;</span></h3>
<p>PAOLA MATURI, Arrestata a Roma il 1 Febbraio 1982<br />
&#8220;La notte tra il 3 e il 4 febbraio sono entrati in cella, alcuni incappucciati e uno a viso scoperto, mi hanno legato le mani dietro la schiena, non mi sentivo più circolare il sangue, mi hanno bendata e incappucciata e messa su un pulmino ,dove mi pare ci fossero due uomini, mi hanno detto urlando che ero in uno stato di illegalità, ero sequestrata, nessuno sapeva del mio arresto. Se non parlavo, mi hanno detto che di me avrebbero trovato solo un cadavere. Mi hanno tolto tutti gli indumenti di sopra e a dorso nudo hanno iniziato a picchiarmi con botte sulle cosce, ai fianchi, sullo stomaco, e hanno iniziato a stringermi i capezzoli con non so cosa. Siamo arrivati non so dove, mi hanno messo un maglione addosso e sono scesa dal pulmino. Ho fatto delle scale strette, sempre incappucciata e mi hanno fatto entrare in una stanza.<br />
Lì sono stata denudata completamente, inveivano contro di me, dicendomi che ero una merda, una puttana, e mi hanno chiesto se mi facevo chiavare, io ho risposto da nessuno, allora sei una lesbica dicevano, e lo capiamo perchè fai schifo al cazzo e nessuno ti chiaverebbe, ma adesso ti inculiamo noi. Questo è quello che mi dicevano in continuazione; mi hanno tenuto sempre in piedi, dandomi botte su tutto il corpo, ma quello che più mi distruggeva era il dolore che mi procuravano ai capezzoli, ripeto di nuovo non sono riuscita a capire sinceramente con cosa: poi  mi hanno fatto fumare una sigaretta, dopo due tirate ho sentito che mi si annebbiava il cervello, ad un certo punto mi sono ritrovata in una pozza di urina, in quel momento stavo seduta su una sedia, credo di essere svenuta più volte.<br />
Dimenticavo di dire che mi hanno passato delle cose calde sotto, in vagina e nell&#8217;ano, e mi hanno dato dei calci sempre in vagina con dei pizzichi lungo la spina dorsale. </p>
<p>TRATTO DA &#8220;LE TORTURE AFFIORATE&#8221; Ed. Sensibili alle Foglie</p>
<p><a href="http://baruda.files.wordpress.com/2008/07/brigaterosse_petrella_balzarani_riccardi1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-197" src="http://baruda.files.wordpress.com/2008/07/brigaterosse_petrella_balzarani_riccardi1.jpg?w=510&h=363" alt="" width="510" height="363" /></a></p>
<p>In foto: Processo alle Brigate Rosse</p>
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		<title>SANGUE DEL NOSTRO SANGUE</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 11:29:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>baruda</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[7 luglio 1960 - 7 luglio 2008
A 48 anni dalla strage di REGGIO EMILIA.
&#8220;COMPAGNO SIA BEN CHIARO, CHE QUESTO SANGUE AMARE VERSATO A REGGIO EMILIA E&#8217; SANGUE DEL NOSTRO SANGUE, NERVI DEI NOSTRI NERVI, COME FU QUELLO DEI FRATELLI CERVI&#8221; 
            
&#8220;Mio babbo aveva 41 anni. E&#8217; morto sui gradini della chiesa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><h2>7 luglio 1960 - 7 luglio 2008</h2>
<p><strong>A 48 anni dalla strage di REGGIO EMILIA.</strong><br />
<em>&#8220;COMPAGNO SIA BEN CHIARO, CHE QUESTO SANGUE AMARE VERSATO A REGGIO EMILIA E&#8217; SANGUE DEL NOSTRO SANGUE, NERVI DEI NOSTRI NERVI, COME FU QUELLO DEI FRATELLI CERVI&#8221; </em></p>
<p><a href="http://baruda.files.wordpress.com/2008/07/afrotondelli.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-190" src="http://baruda.files.wordpress.com/2008/07/afrotondelli.jpg?w=72&h=115" alt="" width="72" height="115" /></a>     <a href="http://baruda.files.wordpress.com/2008/07/laurofarioli.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-191" src="http://baruda.files.wordpress.com/2008/07/laurofarioli.jpg?w=72&h=115" alt="" width="72" height="115" /></a>   <a href="http://baruda.files.wordpress.com/2008/07/marinoserri.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-192" src="http://baruda.files.wordpress.com/2008/07/marinoserri.jpg?w=72&h=115" alt="" width="72" height="115" /></a>   <a href="http://baruda.files.wordpress.com/2008/07/ovidiofranchi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-193" src="http://baruda.files.wordpress.com/2008/07/ovidiofranchi.jpg?w=72&h=115" alt="" width="72" height="115" /> </a></p>
<p>&#8220;Mio babbo aveva 41 anni. E&#8217; morto sui gradini della chiesa di San Francesco, dove cercava riparo. Molto cristianamente il parroco aveva sbarrato le porte&#8221;  _<em>Oldano Serri, figlio di Marino</em>_</p>
<p>&#8220;A mio fratello il proiettile si è fermato sulla spina dorsale, causando una paralisi, ma non era questa la preoccupazione. La preoccupazione era il fatto che si era recisa un&#8217;arteria, e con le trasfusioni l&#8217;han tenuto vivo fino all&#8217;una dopo mezzanotte, cosciente, e noi eravamo lì, io e mio fratello, a darci il cambio al suo capezzale. Io non sono riuscito a dirgli niente. Lui mi ha detto Gianni, mi han mirato come a un uccellino, mi han voluto uccidere.<br />
Ma se muoio, vendicatemi.&#8221; _<em>Gianni Tondelli</em>_ </p>
<p>1) <strong><em>TONDELLI AFRO</em></strong>, anni <strong>36</strong>, ferita da arma da fuoco alla base dell&#8217;emitorace sinistro, regione inferiore, deceduto nelle prime ore della notte.<br />
2) <em><strong>FRANCHI OVIDIO</strong></em>, anni <strong>19</strong>, ferita d&#8217;arma da fuoco penetrante nel cavo addominale, deceduto alle ore 18<br />
3) <strong><em>FARIOLI LAURO</em></strong>, anni <strong>22</strong>, due ferite d&#8217;arma da fuoco, una in regione ascellare sinistra, mortale, e la seconda nella coscia destra. Giunto cadavere in ospedale<br />
4) <strong><em>SERRI MARINO</em></strong>, anni <strong>40</strong>, ferita d&#8217;arma da fuoco in regione toracica, deceduto alle ore 18<br />
5) <em><strong>REVERBERI EMILIO</strong></em>, anni <strong>38</strong>, ferita penetrante d&#8217;arma da fuoco in regione medio frontale e in regione sopraccigliare destra con frattura esposta della volta cranica, deceduto alle ore 21.</p>
<p><em>Un nastro, registrato durante la sparatoria, raccoglie attimo per attimo le fasi più drammatiche della strage. Dura ventisette minuti, dalle diciassette meno un quarto, alle diciassette e dodici. Si sente distintamente una voce di comando ordinare: </em><strong>SPARATE NEL MEZZO!</strong><em> L&#8217;ordine è seguito da una fucileria intensissima. Tra le violente raffiche affiorano</em> grida di aiuto e si odono voci continue gridare: <strong>VIGLIACCHI! ASSASSINI!</strong><em> , un&#8217;accusa ripetuta instancabilmente mentre gli uomini cadono.<br />
Una lunga assordante sparatoria chiude la drammatica registrazione. </em></p>
<h3><em><strong><span style="color:#333333;">CON QUESTE MAN DA CALLI, NOI LA FAREM VENDETTA!</span></strong></em></h3>
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		<title>Lo avrai, lo avrai</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 18:15:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ 
Lo avrai,
camerata Kesselring,
il monumento che pretendi da noi italiani,
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio;
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità;
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono;
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire,
ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p> </p>
<p class="MsoNormal" align="center"><span><span><em><strong>Lo avrai,<br />
camerata Kesselring,<br />
il monumento che pretendi da noi italiani,<br />
ma con che pietra si costruirà<br />
a deciderlo tocca a noi.</strong></em></span></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><span><span><em><strong>Non coi sassi affumicati<br />
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio;<br />
non colla terra dei cimiteri<br />
dove i nostri compagni giovinetti<br />
riposano in serenità;<br />
non colla neve inviolata delle montagne<br />
che per due inverni ti sfidarono;<br />
non colla primavera di queste valli<br />
che ti videro fuggire,</strong></em></span></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><span><span><em><strong>ma soltanto col silenzio del torturati,<br />
più duro d&#8217;ogni macigno.</strong></em></span></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><span><em><strong><span>Soltanto con la roccia di questo patto<br />
giurato fra uomini liberi,<br />
che volontari si adunarono<br />
per dignità e non per odio,<br />
decisi a riscattare<br />
la vergogna e il terrore del mondo.<br />
Su queste strade, se vorrai tornare,<br />
ai nostri posti ci ritroverai:<br />
morti e vivi collo stesso impegno,<br />
popolo serrato intorno al monumento<br />
che si chiama,</span><br />
<span>ora e sempre,</span></strong></em></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><span><em><strong></strong></em></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><span><em><strong><span><span>RESISTENZA</span></span></strong></em></span></p>
<div>
<p align="center"><span><em><span><span><strong>Piero Calamandrei</strong></span></span></em></span></p>
<p style="text-align:left;"><a href="http://baruda.files.wordpress.com/2008/07/partigiani-armati-2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-188" src="http://baruda.files.wordpress.com/2008/07/partigiani-armati-2.jpg?w=352&h=244" alt="" width="352" height="244" /></a></p>
</div>
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		<title>Il lavoro &#8220;giusto&#8221; per me</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 17:57:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>baruda</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[&#8220;Oggi guardo indietro, a quei tempi, e misuro il distacco, la strada percorsa e sento che senza quell&#8217;esperienza forse non sai in galera, ma sento pure che se non fossi diventato comunista, l&#8217;intera mia viata non avrebbe avuto senso. E per me essere comunisti è l&#8217;unico modo di essere uomini. 
Il futuro, vada come vada, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>&#8220;Oggi guardo indietro, a quei tempi, e misuro il distacco, la strada percorsa e sento che senza quell&#8217;esperienza forse non sai in galera, ma sento pure che se non fossi diventato comunista, l&#8217;intera mia viata non avrebbe avuto senso. E per me essere comunisti è l&#8217;unico modo di essere uomini. <br />
Il futuro, vada come vada, ma le cose giuste della mia vita non posso rifiutarle, respingerle, neppure per rendere più tollerabile la mia situazione: vada come vada, sono stato e sono un comunista.<br />
Dicano quel che gli pare, i fottuti borghesi, me ne sono sempre sbattuto di loro, in modo giusto o sbagliato gli ho sempre sputato in faccia. E ora più che mai.<br />
A maggior ragione ora che li conosco meglio, ora che ho conosciuto le loro galere, ho visto ciò che fanno ogni giorno ai poveri cristi. Non rimpiango di essermi ribellato contro i padroni, rimpiango di averlo fatto fuori tempo, in modo sbagliato.<br />
Se fossi nato dieci anni prima forse sarei stato un gappista. Avrei vissuto la Resistenza, probabilmente, e l&#8217;avrei vissuta in un certo modo. Anche il tempo, la situazione in cui si vive, contano, nel determinare un uomo e la sua sorte. Legati a un movimento partigiano, in un momento in cui erano validi il sabotaggio e il terrorismo, noi avremmo potuto compiere azioni utilissime, decisive per la lotta in una città come Torino o Milano. Fare il partigiano in montagna non sarebbe stato affar nostro, ma in una città avremmo dato del filo da torcere a tedeschi e fascisti.<br />
Se i partigiani erano in certo qual modo organizzazioni &#8220;regolari&#8221;, con una divisa, un territorio proprio, un confine sia pure labilissimo che li divideva dal nemico, un retroterra sia pure minimo in cui il nemico per inoltrarsi doveva impiegare forze massicce e poteva farlo solo in certe occasioni, per i gappisti si trattava di sparare proprio in mezzo al nemico, in casa sua.<br />
Erano i partigiani dei partigiani.<br />
Un lavoro durissimo, la tensione era continua, in genere gli uomini duravano solo pochi mesi. Ogni soldato, e anche il partigiano, quando non è impegnato nell&#8217;azione , ha la possibilità di scaricarsi, di vivere qualche giorno o anche solo qualche ora &#8220;fuori pericolo&#8221;, in mezzo ai suoi. Può parlare, cantare, dormire in un&#8217;atmosfera amica.<br />
Per il gappista non c&#8217;è un momento solo in cui possa abbandonarsi, ogni faccia ce vede può essere il nemico, ogni parola nasconde un&#8217;insidia, chiunque lo avvicina può essere un delatore.<br />
Ogni suono di campanello alla porta può essere il nemico che l&#8217;ha individuato e non c&#8217;è salvezza, in questo caso non ci sono azioni di difesa, non c&#8217;è strada di fuga, non c&#8217;è retrovia, non ci sono i compagni che possono intervenire. Quando si viene identificati è la fine, senza mediazioni, senza la possibilità estrema del combattimento o dello sganciamento.<br />
Se fossi nato prima, quello sarebbe stato il lavoro &#8220;giusto&#8221; per me, ognuno è fatto in un certo modo e per un certo tipo di azione.&#8221;<br />
<strong>__________SANTE NOTARNICOLA_________ &#8220;L&#8217;evasione impossibile&#8221;</strong></p>
<p><em>Il libro che ha cambiato la mia vita, molto tempo fa. <br />
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<p> </p>
<p><a href="http://baruda.files.wordpress.com/2008/07/autonomi3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-186" src="http://baruda.files.wordpress.com/2008/07/autonomi3.jpg?w=350&h=250" alt="" width="350" height="250" /></a></p>
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